Quello che emerge dai sondaggi elettorali del Termometro per Coffee Break su La7 è un panorama in parte evidente anche in altre rilevazioni, con la Lega in lento calo, più lontana dalle cifre delle europee, e ora al 32,9%, il PD che recupera un poco, anche in questo caso però senza tornare ai valori di maggio scorso, e si ferma al 19,4%.
È sempre forte Fratelli d’Italia con il 10,6%, mentre si indebolisce Forza Italia, al 5,8%. Così come Italia Viva, al 4,6%.
Fuori dai poli tradizionali il Movimento 5 Stelle è sempre fragile, a livelli molto bassi, il 16% questa settimana.
Tra i partiti più piccoli Azione di Calenda è al 2,1%, mentre la Sinistra è al 2%. Verdi e +Europa sono appaiati all’1,4%, mentre i comunisti di Rizzo rimangono all’1%.
Ultimo Toti, al 0,5% con Cambiamo!
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Nuove le domande che abbiamo posto ai circa 2300 intervistati con metodo CATI-CAWI-CAMI tra il 15 e il 16 gennaio.
Abbiamo chiesto innanzitutto un’opinione sul rinnovamento del PD, sull’idea di Zingaretti di farne un partito nuovo.
Per la maggioranza, il 57%, non servirà, perché il partito non ha spinta propulsiva. In particolare la pensa così la quasi totalità dei leghisti.
Un 21,3% chiede che sia un rinnovamento più profondo, non solo cosmetico. E un 14,5% apprezza l’iniziativa, per coinvolgere nuovi elettori. Questa opzione è anche quella scelta dalla maggioranza degli elettori PD, tra l’altro.
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Sondaggi elettorali TP, la maggioranza preferirebbe la riduzione dei pedaggi di autostrade alla revoca delle concessioni
Un’altra domanda di questi sondaggi elettorali riguardava invece il Movimento 5 Stelle. E la sua gestione.
E c’è molta incertezza sul tema, o forse disinteresse. Un terzo afferma di non sapere cosa rispondere sull’argomento, infatti.
Una maggioranza preferirebbe un capo a una gestione collegiale, ma meglio per il 26,9% se si tratta di una persona diversa da Di Maio. Per il 14,8% dovrebbe essere lui a rimanere al comando. Questa opzione è scelta anche dal 64,9% dei pentastellati. Per il 24,6% infine è meglio la gestione collegiale, percentuale che scende sotto il 20% tra gli elettori del M5S.
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Tra gli argomenti di attualità rimangono le concessioni a Autostrade per l’Italia, che per il 41% andrebbero annullate. Si raggiunge quasi il 100% tra i pentastellati. Ma sono di più, il 44,8%, quelli che sarebbero per un mantenimento della concessione ma a patto di una maggiore manutenzione e una riduzione dei pedaggi. Sono soprattutto gli elettori PD a essere per questa opzione, con il 59,1%.
Il 9,5% è per il mantenimento della concessione previo il pagamento di una maxi-multa.
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Come ogni anno a gennaio è tempo di blocchi del traffico.
Per il 40% sono giusti, anche per incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Si supera il 60% qui tra gli elettori di M5S e PD. Vi è però anche un 37,1% che afferma che questi blocchi sono esagerati. La pensa così la maggioranza dei leghisti.
Vi è poi un 19,3% che sarebbe favorevole, ma vede un eccesso verso i diesel, che sta provocando disagio a troppe persone
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