Decreto Sicurezza: approvato dal Governo. Le novità principali
Decreto Sicurezza: approvato dal Governo. Le novità principali
Approvato dal Consiglio dei Ministri il cosiddetto Decreto Sicurezza. Inizialmente pensato come un disegno di legge, il provvedimento contiene diverse misure destinate a far discutere. Quali sono le novità principali?
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Approvato il Decreto Sicurezza
L’attuale Decreto sicurezza inizialmente era stato incardinato in un disegno di legge. Presentato nel novembre 2023, ha affrontato un difficile cammino parlamentare, denso di tensioni e dissidi (anche all’interno della maggioranza). Viste le difficoltà nel far avanzare il provvedimento, alla fine, il governo ha scelto di tradurlo in un decreto-legge. In questa forma è possibile accelerare il processo di approvazione.
Infatti, ora le camere hanno sessanta giorni (a partire dalla pubblicazione) per approvarlo come legge dello stato. Inoltre, A differenza di un disegno di legge, che può essere modificato in modo sostanziale durante il dibattito parlamentare, il decreto-legge può essere modificato solo in aspetti marginali. Tuttavia, già adesso è chiaro, considerando diverse indicazioni dei tecnici del Quirinale pervenute a quelli dell’esecutivo, che diversi aspetti andranno chiariti meglio (probabilmente attraverso leggi ordinarie).
Le novità prncipali
Il Decreto Sicurezza introduce diverse novità significative in tema di operato delle forze di polizia, ordinamento carcerario e, in generale, ordine pubblico. Ecco alcune delle disposizioni più rilevanti:
- Introduzione del reato di rivolta all’interno di un istituto penitenziario (da 2 a 8 anni di reclusione)
- Riconversione del blocco stradale da illecito amministrativo a reato (fino a 6 mesi di reclusione)
- Previsione dell’uso di bodycam (telecamere da portare addosso) per la registrazione delle operazioni di polizia
- Inasprimento delle pene per reati contro le forze di polizia e per chi danneggia beni pubblici
- Obbligo di identificazione per l’acquisto di schede telefoniche da parte di cittadini extracomunitari, richiedendo il permesso di soggiorno
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